800MILA “NUOVI ITALIANI”, EFFETTO IUS SOLI, È SOSTITUZIONE ETNICA – LA SINISTRA FORZA LA MANO IN AULA

Ius soli, è sostituzione etnica: subito 800mila nuovi “italiani”

La sinistra forza la mano in Aula e prova a far approvare lo ius soli. Così la legge cambierà il voto al Paese: ogni anno 60mila nuovi italiani

La legge sulla cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione in Italia approda nell’Aula del Senato.

Lo fa senza che la commissione Affari costituzionali abbia terminato l’esame del ddl, da due anni fermo al palo, e dunque senza che il relatore abbia ricevuto mandato a riferire all’assemblea sui contenuti del provvedimento. A bloccare lo ius soli sono stati presentati ben ottomila emendamenti. Si è di fronte, insomma, a un macigno che indica quanto il ddl possa essere contrastato da una parte delle forze politiche.

Lo ius soli è “spinto” da Pd, Mdp e Sinistra italiana. A osteggiarlo ci sono Forza Italia e la Lega Nord che denunciano la “sostituzione etnica” degli italiani da parte di stranieri. I numeri danno ragione al centrodestra. Secondo i dati dell’Istat, pubblicati oggi da Repubblica, “al primo gennaio 2016 i minori stranieri nel nostro paese sono circa un milione, oltre un quinto della popolazione straniera complessiva”. La maggioranza di questi sono appunto nati in Italia e, se dovesse diventare legge lo ius soli, in men che non si dica ci saranno subito 800mila nuovi “italiani”. E non finisce qui. Secondo i ricercatori della Moressa, “l’introduzione dello ius soli temperato e dello ius culturae consentirà inoltre la naturalizzazione di quasi 60mila nuovi italiani ogni anno, sommando i figli degli immigrati nati in Italia e i nati all’estero che completano un quinquennio di scuola”.

In parlamento, però, il centrodestra non sarà solo a combattere lo ius soli. Anche alla Camera il Movimento di Beppe Grillo non aveva votato la legge sulla cittadinanza e spiega che si comporterà coerentemente nell’altro ramo del Parlamento. “Tenuto nel cassetto per due anni da una maggioranza contro natura, che temeva scossoni al suo interno – scrivono i pentastellati sul blog di Beppe Grillo – oggi viene tirato fuori per dare un minimo contentino alla sinistra che Renzi torna a blandire”. Se dal fronte di Alternativa popolare non sono annunciate criticità, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ammonisce: per chiarire, astensione al Senato è voto contrario.

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