BARDONECCHIA, CLANDESTINI SI RILASSANO AL GOLF CLUB

IL CASO. «Ecco i nuovi membri del golf club». I migranti “invadono” Bardonecchia

Stravaccati, “baciati” dal sole, comodamente seduti sulle sdraio e sul verde prato del golf club di Bardonecchia, a due passi dal confine con la Francia. Sono i migranti – «i nuovi membri del circolo» ha commentato maligno qualcuno sui social – in attesa della notte, quando provano a oltrepassare il valico che li separa dalla Francia passando attraverso Pian del Colle. La tappa al circolo del golf rappresenta per loro l’ultimo “pit stop” di un percorso che nasce, spesso, lungo le coste del sud Italia.

Dimostrando come, almeno sul lato italiano, la rete di vigilanza non sia poi tanto stringente, dal momento che per arrivare fino ai sentieri di montagna che portano oltralpe, da totali clandestini, hanno dovuto prendere un treno e camminare lungo le strade incrociando lo sguardo stranito (e un po’ spaventato) di turisti, amanti del trekking e di chi abita tra questa montagne.

Come aveva raccontato CronacaQui, l’ultima delle vie tentate dai profughi per raggiungere a piedi la Francia passa infatti dal Melezet, località Pian del Colle, un paio di chilometri di distanza da Bardonecchia, sulla strada che collega la Val di Susa alla Val della Claréè, dipartimento delle Hautes-Alpes. L’immagine che immortala i profughi, belli tranquilli, in attesa di proseguire il loro percorso ha fatto in fretta il giro del web. Scatenando l’indignazione dei residenti, che infatti gridano allo scandalo e si lamentano della presenza di questa persone lamentando una supposta noncuranza da parte delle forze dell’ordine.

«Sono dei nuovi membri del golf club?» si domanda, appunto, un utente Facebook sulla pagina “Sei di Bardonecchia se…” dove è stata caricata la foto. Altri ci vanno giù pesante: «Ma come è possibile che la polizia non faccia nulla, eppure sono lì in pianta stabile». I più colpiti dalla presenza di questi disperati sono i titolari degli esercizi che si trovano nei pressi di Pian del Colle. Uno di loro, Vincenzo Curto, titolare del bar ristorante a due passi dal circolo di golfisti, ha a che fare con questa scena quasi tutti i giorni. «Il mio locale è una meta da raggiungere per queste persone – dice – ma a differenza del passato, quando i profughi bivaccavano sui prati adiacenti al circolo, ultimamente hanno deciso di occupare proprio il locale. Io li invito sistematicamente ad allontanarsi, non perché siano aggressivi, alcuni addirittura entrano e consumano pagando in contanti, ma perché la loro presenza infastidisce i miei clienti». Un fastidio che è ben riassunto dal commento di un frequentatore del circolo: « È bello sapere di frequentare luoghi ed ambienti esclusivi ».

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