DIPENDENTI STATALI? È SEMPRE UNA PACCHIA: SOLO COSÌ POSSONO LICENZIARE I FANNULLONI

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I dipendenti statali potranno tirare più di un sospiro di sollievo. La riforma Madia sulla Pubblica amministrazione approvata dal Consiglio dei ministri ha varato le nuove regole per licenziamenti e visite fiscali, tutt’altro che severe nei confronti di furbetti e sfaccendati.

Licenziamenti
Da un lato la riforma aumenta i casi da sei a dieci per i quali lo statale potrà essere licenziato. Dall’altro però introduce il sistema della “bocciatura” che, se reiterata per tre anni, potrà portare alla perdita del lavoro.

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Produttività
Festa grande per i professionisti dell’imboscamento, che potranno continuare a godere dei premi di produttività. Le “valutazioni della performance” non prevederanno più le tre fasce fissate dalla legge Brunetta, finora mai applicate e che avrebbero azzerato i premi a un quarto del personale. Adesso i premi saranno attribuiti sulla valutazione dell’intero ufficio, non più singolarmente. Per evitare i famigerati premi a pioggia, la riforma si affida alla contrattazione decentrata.

Precari
Buone notizie anche per chi aspetta da anni la stabilizzazione. Nel 2018-2020 saranno assunti i lavoratori impiegati in almeno tre anni negli ultimi otto, anche in amministrazioni diverse, entro il 31 dicembre 2017. Chi ha superato un concorso potrà essere assunto direttamente, gli altri invece dovranno partecipare ai bandi, nei quali saranno riservati metà dei posti proprio ai precari storici.

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