Il “gioco del suicidio” arriva a Pescara: ecco cosa ha fatto una ragazzina….

Il “gioco del suicidio” arriva a Pescara: ecco cosa ha fatto una ragazzina….

‘Blue Whale Challenge’: ragazza salvata in extremis dalle amiche

Dopo il caso di un ragazzino suicida a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano, è ancora allarme in Italia per il ‘Blue Whale Challenge’, il nuovo ‘gioco suicida’ che ha fatto già – secondo alcune stime – 157 morti dopo essere partito dalla Russia.

Ieri infatti una ragazzina di 16 anni, residente a Pescara, è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Salesi di Ancona, nel reparto di neuropsichiatria, dove è giunta in eliambulanza. Come purtroppo ormai tristemente noto, principio del gioco è accettare delle sfide lanciate in rete da un anonimo tutor, dando loro seguito in un periodo di 50 giorni: si parte da sfide innocue, come può essere quella di guardare per un giorno intero un film horror, per poi andare avanti con atti di autolesionismo e arrivare al termine di questa terribile sfida a togliersi la vita.

All’adolescente pescarese mancava soltanto l’ultimo ‘livello’ del gioco: a lanciare l’allarme alcune sue amiche, a cui aveva manifestato intenzioni suicide. Immediatamente sono stati informati i genitori e la sedicenne è stata così salvata.

Ora del caso si occupano il Tribunale dei minorenni dell’Aquila insieme alla squadra mobile di Ancona. La ragazza avrebbe iniziato a giocare a ‘Blue Whale Challenge’ grazie ad alcuni gruppi Whatsapp con i quali era entrata di recente in contatto: spetta ora agli inquirenti, che hanno ascoltato le amiche della giovane, capire se vi sia del proselitismo o se quello della sedicenne sia stato un gesto isolato.

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