IMMIGRATI, QUELLA VISITA SEGRETA IN VATICANO. COSÌ IL BIG FA CAMBIARE IDEA AI VESCOVI

Immigrati, la visita di Minniti in Vaticano dietro il cambio di rotta dei vescovi

Per mesi e mesi ha prevalso, seppur in ordine sparso, la linea del “salvare tutti senza se e senza ma”, sostenendo qualsiasi realtà impedisse le stragi di migranti in mare. Che, va detto, andava di pari passo con la ferma condanna dei trafficanti di uomini. Ieri la svolta, il cambio di passo.

Quanto meno sotto forma del linguaggio usato e delle priorità: la Cei, Conferenza episcopale italiana, per bocca del suo presidente Gualtiero Bassetti e del suo portavoce Ivan Maffeis, si è schierata in modo più netto sulla linea del rigore adottata dal governo nelle ultime settimane sul tema dell’immigrazione: “Non possiamo correre il rischio di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana”.

Cosa ci sia dietro questa parziale correzione di prospettive lo rivela il sito huffingtonpost.it, che riferisce di una recente, e peraltro assai sottotraccia, visita del ministro dell’Interno Marco Minniti Oltretevere e di un colloquio del titolare del Viminale con la Terza Loggia, ovvero con la segreteria di Stato vaticana guidata da Monsignor Pietro Lombardi.

Il ministro ha voluto mettere al corrente la Santa Sede delle sue preoccupazioni sull’aggravarsi della situazione degli sbarchi, sottolineando che l’intento delle misure governative intendono colpire gli scafisti e il traffico di esseri umani, non certo i migranti. Non si è trattato di un’iniziativa impropria, né di uno sconfinamento di campo, visto che Il Papa è il vescovo di Roma e primate della Chiesa in Italia. E Papa Francesco in persona è stato informato della visita di Minniti.

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