INFARTO, NESSUN SINTOMO? STAI SBAGLIANDO TUTTO: COME METTERE AL SICURO IL VOSTRO CUORE IN 5 MOSSE

Paura di un cuore ballerino? Ci sono cinque mosse per metterlo al “sicuro”. Si tratta di cinque test diagnostici combinati e se il punteggio finale viene più alto di cinque allora il rischio di essere colpiti da una malattia cardiovascolare cresce.

Si parte dal classico Ecg, l’elettrocardiogramma, che deve essere effettuato a 12 derivazioni. Che significa ottenere un tracciato completo in grado di rilevare la presenza di un’ipertrofia ventricolare, ovvero l’ispessimento del muscolo cardiaco. Poi il paziente si deve sottoporre a una Tac cardiaca senza mezzo di contrasto e a bassa emissione di radiazioni che evidenzia la presenza e la quantità di calcio sulle pareti delle coronarie (calcium score).

Infine, bisogna eseguire tre esami del sangue: quello per la ricerca della Proteina C ad alta sensibilità che rivela se c’è una infiammazione; quello dell’ormone NT-proBNP, che può segnalare una sofferenza (o stress) ventricolare anche in assenza di sintomi; quello della Troponina T, proteine che interagiscono durante la contrazione del muscolo cardiaco (da anni utilizzate nei pazienti con sintomi sospetti per infarto acuto per valutare se c’è stata una necrosi).

La cinquina diagnostica, riporta Repubblica, darà più garanzie di prevedere le malattie cardiache rispetto alla strategia normale che si basa su pressione sanguigna, colesterolo, diabete e fumo.

“Questa serie di test è risultata molto attendibile per identificare il cosiddetto rischio inaspettato nei soggetti che hanno pochi fattori tradizionali di pericolo – spiega James de Lemos, direttore del Cardiovascular Fellowship Program allo UT Southwe- stern Medical center di Dallas (Usa) – mi riferisco a persone che ignorano di essere sotto minaccia e che quindi sarebbero escluse dai programmi di prevenzione”.

Il risultato dello studio accerta che quanto più è alto lo score rilevato, tanto maggiore è il rischio di andare incontro a un evento cardiovascolare, non solo infarto o ictus, ma anche a scompenso cardiaco e fibrillazione atriale.

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