“Gli italiani? Maleducati”. Gli abitanti di Formentera non ne possono più della massa italica che ogni anno affolla l’isola delle Baleari.

L’ultimo episodio avvenuto un paio di giorni fa non aiuterà a migliorare la nostra reputazione. Un uomo di 43 anni, Roberto P., italianissimo, ha sparato un razzo dal suo yacht verso l’isolotto di Espalmador, uno degli angoli più suggestivi di Formentera, riserva naturale protetta. In un attimo l’isola è andata a fuoco e ci è voluto parecchio tempo per spegnere l’incendio. Roberto P. è stato arrestato e rilasciato su cauzione dopo un giorno e mezzo di detenzione.

“Solo un incidente”, hanno spiegato i legali dell’uomo. “Era in corso un’esercitazione sulla sicurezza a bordo e il comandante dello yacht ha accidentalmente fatto partire uno dei razzi di segnalazione”. L’incidente è avvenuto alle dieci di sera, al termine del secondo giorno di navigazione: due dettagli che portano gli inquirenti a non credere alla versione dell’italiano.

Da anni ormai l’isola spagnola si riempie ogni estate di soubrette, calciatori e anonimi ricchi italiani che affittano ville, barche e isolotti (alle baleari molti sono privati e vengono messi in locazione). La visibilità che le vacanze dei vip hanno dato a Formentera ha attratto tantissimi connazionali che proprio non riescono a farsi amare dagli abitanti dell’isola. “Girano ubriachi dalle nove di sera in poi con i motorini – ha raccontato un commerciante alla Stampa -, distruggono le dune con i loro aperitivi: so che non siete tutti così, ma in giro c’è irritazione”.

La nostra è una vera è propria invasione: secondo i dati dell’ente turistico spagnolo siamo i primi nella classifica dei visitatori con il 46 percento. Staccatissimi i tedeschi, al secondo posto con il 12 percento. Seguono i britannici con il 4 percento e i francesi con il 2,5. Bruno Bortot aveva due locali a Formentera, ma ha dovuto chiuderli. Alla Stampa ha raccontato di pressioni continue, ma ammesso un errore fatto dagli italiani: “Consideriamo l’isola una colonia, la trattiamo come se fosse nostra”.

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