LA QUINTA VISITA DI BERLUSCONI IN POCHE SETTIMANE. LA VERITÀ: PERCHÉ SILVIO VA SEMPRE A MERANO

Ben cinque visite in poche settimane: perché Silvio Berlusconi va sempre a Merano

Salvatore Dama per LiberoQuotidiano

“Mein Silvio”. I tedeschi ora hanno una inedita passione per Silvio Berlusconi. Almeno quelli altoatesini. I quali hanno preso a benvolere il Cavaliere. E lui ricambia, con la quinta visita a Merano in poche settimane. E l’intenzione di acquistare un palazzetto in città o una villa nel circondario. L’ex premier sta iniziando a valutare il mercato immobiliare locale, per il momento alloggia all’Hotel Palace, dove c’è la beauty farm di Herny Chenot, il “mago” dell’alimentazione che ha messo Silvio a stecca, facendogli perdere più di cinque chili in poco tempo.

Che sorriso – Merano è un polo di eccellenza medica. In città Berlusconi ha trovato anche lo studio odontoiatrico che fa al caso suo. E in tanti hanno già notato il suo nuovo sorriso smagliante. Viene smentita invece l’altra voce che sta girando nel centro altoatesino. Ovvero l’ipotesi che il Cavaliere possa essere interessato all’acquisto della Solland Silicon, stabilimento per la produzione di silicio al centro di una procedura fallimentare. Diverse aste sono andate deserte. Potrebbe essere anche un buon affare, ma non è il campo berlusconiano, questo. E quindi niente. Una birra con la contessa Margherita Fuchs von Mannstein, quella sì, Berlusconi l’accetta molto volentieri.

La foto del cin cin tutto sorridente alla Forst di Lagundo ha colto di sorpresa molti altoatesini. Perché la nobile non aveva mai tradito simpatie berlusconiane in passato. Poi l’ha conosciuto di persona e, come spesso accade, ne è rimasta conquistata.

L’operazione simpatia del leader di Forza Italia è proprio destinata a risollevare le sorti del suo partito, tornato dietro alla Lega nei sondaggi, dopo un agosto in rimonta. A settembre, secondo i numeri diffusi da Repubblica, gli azzurri arretrano di oltre un punto, da 14,4 al 13,2%. Superati dalla Lega di Matteo Salvini, che passa comunque dal 13,8 al 13,6%. Fratelli d’Italia rimane stabile. Anche a livello di leadership, nello schieramento di centrodestra il capofila è Matteo Salvini (dal 36 al 37%) che stacca Silvio Berlusconi (da 29 al 30%).

Ma i veri numeri si vedranno quando Silvio scenderà davvero in campo, assicura Maurizio Gasparri. «In una campagna elettorale noi andiamo almeno 3 o 4 punti sopra alla Lega, sono pronto a scommetterci, basta vedere quello che accade quando Berlusconi va in un supermercato». Secondo il vice presidente del Senato, se Silvio non potesse candidarsi, Antonio Tajani avrebbe tutte le carte in regola per la leadership. Rispetto a Paolo Gentiloni è un gigante: «Antonio avrebbe tutti i titoli per fare il premier. Alla griglia di partenza del Gran Premio parte dalle primissime file, Gentiloni era nelle retrovie, fu sconfitto da Marino e Sassoli alle primarie di Roma».

Centristi in fuga -Intanto c’è grande fermento al centro, dove in tanti non hanno preso bene l’ alleanza siciliana tra Alternativa popolare e Partito democratico. Roberto Formigoni avverte: «L’intesa con i dem è un fatto grave, che cambia radicalmente la natura e la prospettiva del nostro partito». L’ala lombarda, che governa in Regione insieme a Roberto Maroni, sarebbe sul piede di guerra, pronta a guardare con interesse alla nascita della cosiddetta “quarta gamba”, alla quale sta lavorando l’ex ministro Enrico Costa. Altri potrebbero abbandonare Angelino Alfano per rientrare nel centrodestra. E molto dipenderà anche dall’esito delle elezioni siciliane.

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