”MIO FIGLIO NON SMETTEVA DI PIANGERE E LO HO PICCHIATO” E POI LA TRAGEDIA…

”L’ho sculacciato forte, è vero. Volevo solo che la piantasse di fare i capricci”. È questa una delle agghiaccianti frasi pronunciate qualche giorno fa davanti al pm Luca Guerzoni da una 27enne moldava, indagata per omicidio preterintenzionale, mamma del piccolo di tre anni e otto mesi deceduto dopo le violenze subite.

Le ‘sculacciate’ di cui parla la madre, sarebbero state ovviamente più pesanti vista la fine che ha fatto il povero piccolo e non sarebbero partite solo dalla giovane mamma, ma anche dal compagno albanese, che avrebbe esortato la donna a ”farlo smettere di piangere”. Il trauma subito dal piccolo avrebbe comportato la rottura del mesentere, che avrebbe a sua volta cagionato una sepsi, un’infezione risultata fatale.

Arrivato privo di vita al Policlinico dopo una telefonata d’allarme al 118 il bambino è morto lì. ”Ho aspettato a chiamare i soccorsi – avrebbe detto poi la donna – poichè, vedendolo vomitare, pensavo ad un virus che già lo aveva colpito nel mese di Natale. Non pensavo che le sculacciate fossero state così violente”. La donna ha spiegato che inizialmente non pensava che le botte potessero essere conseguenza di un malore mortale. E questo ‘metodo educativo’, come l’ha chiamato lei, prima di allora non aveva provocato nessuna conseguenze sul piccolo. Dunque, la stessa donna avrebbe ammesso di aver alzato spesso le mani sul figlioletto, il tutto per non ‘rovinare’ il rapporto col compagno, che mal sopportava i capricci del piccolo. ”Non pensavo potesse morire – avrebbe aggiunto la 27enne – evidentemente è stata colpa mia”.

Il tutto è avvenuto all’interno di un’abitazione alle porte del centro storico di Modena. ”Non abbiamo ancora la relazione medico legale – ha spiegato qualche giorno fa il procuratore – sulle cause della morte. Stiamo svolgendo indagini molto complesse e nel massimo riserbo possibile, che chiediamo di mantenere considerando la delicatezza del caso. Per quello che si può dire al momento, abbiamo però due anticipazioni dalla medicina legale, sulle quali stiamo lavorando. Non è vero che il bambino sarebbe morto per una emorragia, in seguito alla rottura della milza. L’ipotesi è diversa. Vi è stata sì un’emorragia, ma non copiosa. Il bambino potrebbe essere morto piuttosto per sepsi, una infezione determinata dalla rottura del mesentere; pellicola che riveste l’intestino. Il mesentere si è rotto e la rottura del mesentere ha fatto uscire del cibo. La diffusione del cibo avrebbe poi causato l’infezione”.

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