NON SARÀ TRUMP AD ATTACCARE KIM. IL PIANO DELL’ATTACCO: CHI LO DISTRUGGERÀ E PERCHÉ

Gli americani: sarà la Cina ad attaccare la Corea del Nord

Ci sono 835 miliardi di dollari di motivi per cui la Cina mai e poi mai deciderà di sostenere la Corea del Nord in caso di conflitto armato tra Pyongyang e Washington. A tanto ammonta il volume di import-export esistente tra Pechino, la Corea del Sud e gli Usa nello scorso anno. Rinunciarvi, o anche solo mettere in pericolo un simile volume d’affari, equivarrebbe per il gigante asiatico a un chiudere bottega.

Altrettanto poco probabile è che la Cina decida di fiancheggiare gli Stati Uniti in un conflitto contro un suo storico alleato dai tempi della guerra fredda, giacchè metterebbe a rischio tutta la sua area di influenza che è ormai globale essendosi estesa anche a molte regioni dell’Africa.

Escluse queste due ipotesi ce n’è una terza che il think-tank americano The National Interest ritiene credibile: la possibilità è che la Cina intervenga militarmente e in via diretta proprio per limitare i danni di un collasso del regime. I motivi sarebbero molteplici.

Il primo motivo risiederebbe nel fatto che il governo di Pechino, in caso di una guerra nella penisola coreana, non potrebbe supportare l’afflusso di milioni di profughi al confine.

Un secondo motivo è il rischio, ancora più inquietante, che gli ordigni nucleari posseduti da Pyongyang, una volta collassato il regime, finiscano in mani ignote e pericolose. In molti teorizzano che la caduta del governo porterebbe alla nascita di milizie ribelli create dai vecchi comandanti del regime, che a quel punto avrebbero in mani non solo i missili ma anche le testate nucleari, qualora gli Usa non colpissero subito tutti i siti nucleari. Questo comporterebbe un rischio enorme, che la Cina non può sottovalutare. Pertanto, la Cina potrebbe intervenire in Corea del Nord, ma lo farebbe in pratica ponendosi come forza stabilizzatrice e non come forza invasiva.

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