Stupro di Rimini, il capobranco Butungu: “Troppo alcol, sono pentito. Chiedo scusa alle donne”

Era il capo del branco di africani che ha stuprato il 25 agosto scorso una turista polacca in spiaggia a Miramare di Rimini. Oggi, un mese dopo, il congolese Guerlin Butungu si dice “pentito”: “Chiedo perdono a tutte le donne, anch’io ho una sorella…”.

Peccato che al momento dell’arresto, mentre era in viaggio (in fuga?) in treno verso Milano, l’evangelico dalla faccia d’angelo avesse negato con forza ogni accusa, sostenendo addirittura che stesse dormendo mentre gli amici brutalizzavano la ragazza. Butungu, scrive il Quotidiano nazionale, è però crollato davanti agli inquirenti sotto il peso delle prove fornite dalla turista polacca e dall’altra vittima di quella notte bestiale, una trans polacca violentata qualche minuto dopo dagli stessi 4 criminali.

Ha confessato tutto in tre ore di interrogatorio, avvenuto mercoledì nel carcere pesarese di Villa Fastiggi, con il sostituto procuratore Stefano Celli e gli investigatori della Squadra mobile. Era stata, quella di agosto, “una notte di follia” condizionata dall’alcol: “Avevo bevuto moltissimo – è stata la sua difesa -, non mi rendevo conto, non sono il tipo abituato a farlo”. I suoi tre complici, i due fratelli marocchini e il nigeriano, sono minorenni e potrebbero uscirne senza troppi danni.

Lui, 20 anni, è quello che rischia di più. Ecco perché ha deciso di vuotare il sacco: ha confessato anche la rapina alla coppia di bolognesi, sempre la notte del 25, e l’aggressione a due ragazzi di Legnano, il 12 agosto. Voleva stuprare anche quella ragazza, si era calato i pantaloni ma lei è riuscita a fuggire. “Sono pentitissimo”, ha ripetuto. Gli basterà per avere uno sconto di pena?

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