Dopo un anno di dieta mediatica, durante il quale si è dedicata prevalentemente all’ organizzazione della sua campagna presidenziale, Marine Le Pen, leader del Front national, ha riaffermato ieri la sua intenzione di proporre ai francesi, in caso di elezione, l’ uscita dalla moneta unica, precisando però di volerla sostituire con una moneta nazionale, sul modello del franco, e con una moneta comune, come era l’ Ecu (Euopean currency unit, moneta scritturale introdotta nel 1979 dal Consiglio europeo), che sarebbe utilizzata per gli scambi intra-europei.

L’ Ecu è esistita per molto tempo accanto a una moneta nazionale, ha dichiarato la leader frontista all’ agenzia Reuters, a margine di un incontro con i giornalisti, aggiungendo di essere favorevole al ritorno del Serpente monetario europeo (Sme), che ha permesso, a partire dagli Anni 70, di mantenere un margine di fluttuazione predeterminato e ridotto tra le valute comunitarie e tra queste e il dollaro.

È la prima volta che Marine Le Pen dice implicitamente che il ritiro unilaterale dalla zona euro potrebbe portare a fluttuazioni valutarie, e per questo l’ eventuale uscita dovrà essere concertata, con un periodo in cui una moneta unica di tipo Ecu coesista in parallelo con il franco.

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Sempre più cittadini europei si rendono conto che le loro economie sono state soffocate con l’ euro, ha tuonato la presidente del Fn. Secondo il suo consigliere per le questioni economiche, Jean-Richard Sulzer, un nuovo Sme permetterebbe di appianare le fluttuazioni dei tassi di cambio, che sarebbero fissi ma aggiustabili, soprattutto per poter realizzare delle svalutazioni competitive in grado di rilanciare le esportazioni.

Per Florian Philippot, vicepresidente del Fn, un tale dispositivo permetterebbe di creare un periodo di transizione in caso di un’ eventuale uscita dall’ euro. Una moneta di tipo Ecu non è una moneta che avete in tasca, è un’ unità di conto tra Paesi, ha dichiarato il braccio destro della Le Pen.

La presidente frontista, accreditata tra il 26% e il 29% in vista del primo turno delle presidenziali, aveva già esternato la proposta di accostare il franco a un’ unità di conto europea nel corso della sua rentrée mediatica su Bfm.Tv, il 3 gennaio, ospite dell’ anchorman Jean-Jacques Bourdin. Ma ieri, davanti ai giornalisti, ha picchiato più duro, in particolare contro la Banca centrale europea (Bce), un ostacolo, secondo le sue parole, per la sovranità economica dei paesi di tutta Europa. Presentata come indipendente, la Bce, ha detto Le Pen, è in realtà sottomessa alle lobby delle grandi banche, e decide la politica monetaria dell’ insieme della zona euro, nonostante ogni Paese abbia delle economie molto differenti.

Infine, la candidata della destra sovranista alle elezioni presidenziali, ha fatto sapere, in caso di elezione all’ Eliseo, di voler convertire il debito francese nella futura nuova moneta nazionale. Accanto alle questioni monetarie, Marine ha insistito sulla sfida del Fn e dell’ Europa dei popoli all’ Europa della libera circolazione e di Bruxelles, richiamandosi a quanto sta accadendo oltreoceano con il neoeletto presidente americano, Donald Trump: La volontà paga, e la prova è quello che ha ottenuto Donald Trump: la Ford ha rinunciato a delocalizzare in Messico. Il protezionismo funziona, quando è sostenuto dalla volontà e il Paese gode della propria sovranità economica; fa bene all’ industria e fa bene al lavoro.

I problemi più grandi per la leader frontista, attualmente, provengono dal rifiuto netto delle banche francesi di prestare soldi al suo partito. Su Rmc, Marine ha dichiarato che mancano ancora 6 milioni di euro per assicurare il finanziamento della sua campagna presidenziale da qui alla prossima primavera. Respinta dagli istituti bancari francesi, Marine ha confermato di essersi rivolta agli istituti stranieri. Le banche francesi sono in guerra contro di me, ha detto la Le Pen. Ho dunque sollecitato delle banche americane e delle banche russe – ha aggiunto – e accetterò il primo istituto che mi dirà di sì.

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